Thursday, November 30, 2006

Not If You Were The Last Junkie On Earth



"L'ansia è la vertigine della libertà", scriveva il filosofo norvegese Soren Kierkegaard. È particolarmente vero per te in questo momento, Ariete. La prossima settimana sarai travolto da un vorticoso stupore che ti proietterà verso grandi spazi aperti. Prenderai le decisioni migliori quando la tua mente barcollerà e vacillerà di fronte a drammi liberatori. Perciò festeggiamo il tuo disorientamento e facciamo di tutto per assicurarci che duri il più a lungo possibile.

che figata ogni settimana l'oroscopo mi piglia per il culo.

qualunque cosa faremo, ovunque saremo, chiunque saremo diventate, il male che abbiamo dentro ci seguirà fedele. magari cambierà forma, non sarà più un cosmo di ragnatele. magari ci colerà dalle orbite come fango, o lo cagheremo come latte rancido. magari lo sbaveremo come frullato di ciliegie e sangue tiepido. magari impareremo a conviverci, lo sopiremo dentro paste sfoglie e piumoni caldi. e lui ci darà anche delle tregue, ci permetterà di rotolarci felici nella sabbia fino a tuffarci in mare. ci lancerà dentro cumuli di neve e cristalli di ghiaccio azzurro. ma paziente tornerà a bisbigliarci nell'orecchio, metodico ci darà in mano la vanga per seppellire, l'ascia per abbattere. ci indicherà i nemici e ci ordinerà di ucciderli. ci indicherà lo specchio e ci ordinerà di denudarci umiliate di fronte a lui. ci costringerà a non tollerare niente di ciò che deve essere tollerato per potersi integrare nel mondo adulto. sputerà sprezzante sui nostri traguardi lavorativi, sui nostri ipotetici progetti sentimentali, sullo sforzo che faremo per guadagnarci una qualsivoglia forma di equilibrio. magari arriverà un giorno in cui desidereremo un po' di medietà, lui ci punirà per questo legandoci a delle ali di cera e buttandoci nel vulcano dei quesiti spiroidali. magari smetteremo di non credere in niente e cercheremo rifugio e tepore in qualche verità o in qualche affetto, lui furioso ci porgerà la benzina e il fiammifero. noi costruiremo e lui distruggerà, noi parleremo e lui tacerà, noi apprezzeremo e lui disprezzerà, noi sorrideremo e lui morderà. le persone che ci circonderanno scrolleranno le spalle di fronte alle nostre incoerenze, ai nostri improvvisi eccessi di rabbia e di dolore, ci vedranno inveire al cielo e non capiranno, abituati a vedere soltanto il suo riflesso nelle pozzanghere. ci parleranno con sufficienza, forti delle loro piccole certezze, delle loro idee chiare e della loro strada dritta, a fronte del nostro rimbalzare come palline matte, della nostra mulattiera fangosa, delle nostre grandi incertezze. dovremo lottare contro tutti e contro noi stesse e così a volte scambieremo noi stesse per tutti gli altri nemici da combattere. tenteremo in mille modi di sopire la coscienza, la aggrediremo di spalle per bendarle gli occhi, e lei ne spalancherà altri mille. chiederemo aiuto ma non lo accetteremo, continueremo a correre a perdifiato alla ricerca di qualcosa da ricercare. vivremo in una metaricerca, nella ricerca della ricerca, e tutto ci lascerà insoddisfatte e annoiate. dormiremo poco e scalceremo nel sonno, l'ansia di sapere ci spingerà a perderci nelle parole dell'universo, nelle sue melodie e nelle sue forme. bestemmieremo sempre come unica forma di credo e mangeremo i cadaveri dei nostri amori per liberarci del loro ricordo. brandelli di carne e bicchieri di lacrime, fiumi di pus di ferite infette che cospargeremo di terra e cenere. ma saremo sempre una accanto all'altra, a ridere e a piangere di rabbia, ubriacandoci alla luna e muggendo con il cuore alle stelle.

Tuesday, November 28, 2006

la mia autostima è talmente bassa che mi sento un poliziotto negro che va a giocare nel campo da basket di quartiere dove ci sono tutti i suoi vecchi compagni di scuola che lo prendono per il culo perché loro sono pieni di crack e puttane, mentre lui è un povero sbirro. negro per di più. già la mia vita non ha scopo. già sto pensando di chiamare la medium del lago per chiederle se per caso io non sono già morta e quella che agisce e che io penso di essere altro non è che una scoreggia della reale me che in realtà sta a mollo in un lago del cazzo.


Monday, November 27, 2006

GO FUCK YOURSELF
L'onanismo nella storia

Da dove proviene la parola "masturbazione"? Etimologicamente, "mezea" significa "genitali"; ma il termine masturbazione deriva dal latino masturbari, verbo composto di cui si sa con certezza la derivazione soltanto della prima parte, cioè manu (ablativo di manus, mano). L'etimologia della seconda parte del termine è invece incerta: alcuni fanno derivare la parola dall'espressione manu stuprare composta da "manu" + stuprare (disonorare, violare: forse da mettere in relazione con stupere, "restare stordito, stupefatto").
Altre fonti sostengono che masturbarsi deriverebbe dall'espressione manu turbare (= agitare) da cui "turbare con la mano".
Abbiamo diversi sinonimi: autoerotismo, onanismo, il vizio solitario.

Né il mondo biblico, né il mondo greco hanno tenuto in gran conto la masturbazione, né si sono premurati di condannarla con la precettistica delle rispettive etiche. Il fatto che la masturbazione si chiami anche «onanismo» con riferimento a Onan che, rifiutandosi di procreare in nome di suo fratello, praticava il coitus interruptus, dice solo che questa denominazione è scorretta, come scorretto è riferire la masturbazione a Onan, che il Signore fece perire, non tanto perché spargeva il seme per terra, ma perché, così facendo, rinnegava la legge del matrimonio levitico.
Un dio babilonese "fecondò la mezzaluna fertile" con la mano e una semplice erezione.
L'Osiride della mitologia egizia creò il Nilo con "la continua manipolazione e il rigurgito del suo genitale ribollente", mentre Atum-Ra "sfregava col pugno e aveva piacere dell'emissione".
Nel mondo greco Ippocrate e Galeno, i grandi medici dell' antichità, inquadrano la masturbazione nella teoria generale degli umori che devono essere, a secondo delle circostanze, ora espurgati ora contenuti, in un contesto dove il liquido seminale non è considerato diversamente dal liquido biliare. La mitologia greca ha addirittura divinizzato la masturbazione mettendola sotto la protezione di Pan, a cui fanno riferimento gli stoici che, pur essendo noti per il loro distacco dalle passioni, non esitano a esaltare la masturbazione come espressione di autosufficienza e indipendenza dagli altri.
Ci si ricorda di Diogene come l'uomo con la lucerna in mano, alla ricerca di un uomo "integro". Probabilmente non tutti sanno che gli piaceva palparsi il culo all'aria aperta, preferibilmente nelle piazze del mercato aperto. La letteratura greco-romana è piena di riferimenti all'autostimolazione. "Soffro, caro Donato, di una terribile erezione, sono terrorizzato dal mio pene" scriveva Ramusio di Rimini in una lettera strappalacrime al suo amico "sono ferito, la mia mano destra non può far più nulla" [c'è sempre la sinistra]
Nel Medioevo, il "Libro dello splendore" del Giudaismo riteneva la masturbazione come il peggior peccato possibile, il seme eiaculato permetteva a spiriti diabolici di reincarnarsi.
Per i Cattolici era una possibilità persa per occupare la Terra con più Cattolici. Teologi come Agostino e Tommaso d'Aquino la condannavano come un peccato contra naturam come sintomo di rammollimento (mollities) in concorso con le fantasie incestuose o adulterine.
Tissot (1728-1797), fedele papista, disse che portava alla pazzia, che forzava un forte flusso di sangue nel cervello.
Tra i seguaci entusiasti di Tissot incontriamo Rousseau e Kant per i quali chi si masturba non è dissimile dal suicida che distrugge con un gesto la vita che il masturbatore sacrifica nel tempo. Contemporaneo a Tissot è Johann Georg Zimmerman, medico personale di Federico II che, in un saggio dal titolo Monito a medici, educatori e amici dell' infanzia a proposito dell' obbrobriosa masturbazione segnala la masturbazione femminile «come peggiore di quella maschile» perché meno manifesta anche se ugualmente precoce, dal momento che prende avvio nella primissima infanzia, con buona pace di Freud che un secolo dopo era persuaso di aver scoperto per primo la sessualità infantile. Istruiti dalla scienza medica, tutta una schiera di pedagogisti da Salzmann a Campe mettono a punto una serie di suggerimenti e di pratiche per dominare la masturbazione: giarrettiere per bloccare le mani, letti divisi con paratie elastiche tra il torso e l' addome, infibulazioni e altre strumentazioni che oggi costituiscono il repertorio delle pratiche sadiche. Seguono consigli per l' arredo dei collegi e per l' abbigliamento dei collegiali che prevedono cappotti che non siano troppo lunghi, tavoli che non siano troppo grandi, letti troppo soffici, camere troppo buie, spazi troppo ristretti e segreti, giacché: «cominciamento di ogni vizio è lo star da soli». E così anche la solitudine viene criminalizzata come anticamera del vizio detto appunto «solitario». E tutto ciò in un periodo in cui si dissolve la casa come comunità, perché prende piede, con la borghesia, l' intimità della famiglia nucleare, che concentra nella cornice privata l' intera produzione della dinamica del desiderio erotico con le sue manifestazioni masturbatorie e incestuose.
Nel 1800 l'ignoranza sessuale imperversava in Europa e in America grazie a Benjamin Rush, che firmò la Dichiarazione d'Indipendenza e scrisse a proposito della masturbazione che portava a "debolezza seminale, impotenza, tabe dorsale, sifilide, tubercolosi, dispepsia, offuscamento della vista, vertigini, epilessia, ipocondria, perdita della memoria, fatuità e morte" [sticazzi]. Si pensava anche che causasse foruncoli, alito cattivo, e (ovviamente) corruzione.
Gli Apache narravano di una donna così frustrata che trovava più piacere nell'utilizzare una pianta di cactus che il proprio uomo [porcatroia].










"Lego Concentration Camp Set" by the Polish artist Zbigniew Libera

Sunday, November 26, 2006

«Eliminare 4 miliardi di uomini»
Maurizio Blondet

«I carburanti fossili stanno finendo: sicchè dobbiamo tagliare la popolazione fino a due miliardi, un terzo di quella che c’è attualmente».
Parlava sul serio il professor Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista dell’università di Austin in Texas (1) il 3 marzo scorso.
La relazione che ha tenuto alla Texas Academy of Science è stata così delicata, che per ordini superiori è stata tenuta «off the records».
Niente telecamere, niente pubblicazione: il grosso pubblico, ha spiegato lo zoologo, non è pronto a sentire quello che sto per dirvi. Ma l’hanno udita centinaia di studenti, docenti e scienziati.
Dobbiamo ad uno studente, che ha preso appunti di nascosto, se sappiamo qualcosa.
Pianka ha esordito deplorando «l’antropocentrismo», la malaugurata idea che l’uomo occupi un posto privilegiato nel mondo.
«Non siamo meglio dei batteri!», ha detto lo scienziato, ridanciano, fra gli applausi.
La crescita della popolazione umana sta «rovinando» il pianeta.
Bisogna salvare il pianeta prima che sia troppo tardi.
Per salvarlo, ha detto, occorre che la popolazione umana sia ridotta al 10 % di quella attuale («oltretutto, i carburanti fossili sono alla fine»).

Ed ha proposto le varie soluzioni possibili al problema.
Ha ordinato: «prossima diapositiva», e sullo schermo dietro di lui è apparso un quadro dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse.
Due di questi cavalieri, ha scherzato Pianka (decisamente era di buon umore) non sono «efficienti». La «fame» e la «guerra» non servono al nostro scopo.
Pianka ha lodato la politica cinese del figlio unico, con sterilizzazione forzata delle donne che infrangono la norma: «dovremmo sterilizzare ognuno sul pianeta», ha esclamato: «se no, gli incoscienti erediteranno la terra» (applausi, risate).
Ma la sua preferenza va al cavaliere della «peste»: una qualche forma di pandemia è quel che ci vuole per uccidere rapidamente miliardi di persone.
Nuova diapositiva: file di teschi umani.
L’influenza aviaria?
Magari scoppiasse, ma ancora non basterebbe (risate dal pubblico).
L’Aids?
Decisamente troppo lento.
Il primato dell’efficienza va all’Ebola: è straordinariamente letale e uccide in giorni, non in anni.
«Si diffonde per via aerea e ammazza il 90 % degli infettati. Pensateci», ha detto sognante.
Di fatto - ma questo lo zoologo non l’ha detto - l’Ebola è «troppo» letale: il virus uccide così rapidamente, da essere «auto-spegnente».

L’epidemia non riesce ad espandersi per la morte dei portatori entro poche ore.
Per questo non è mai uscita dall’Africa Centrale, dove appare per focolai sterminatori.
E non è nemmeno certo che si diffonda per via aerea: in Africa i primi infetti sono gli infermieri e i medici a contatto coi malati, sicchè la teoria prevalente è che l’Ebola virus si diffonda per contatto col sangue contaminato (2).
A meno che il virus non venga adeguatamente «mutato» in laboratorio: dopotutto, basta modificare un singolo amminoacido.
E Pianka era mortalmente serio a questo punto.
Se una manipolazione del genere sta già avvenendo in qualche laboratorio militare, il dottor Pianka non sarà fra quelli che denunceranno il crimine.
Il pubblico ha applaudito con calore ed entusiasmo.
Poi, le domande: come prende le sue idee la gente cui le propone?
«Parlo solo ai convertiti», ha sghignazzato Pianka.
Risate e nuovi applausi.
Il fatto è che i «convertiti» sono numerosi nell’establishment americano, e da lunga data.
Risale al 24 aprile 1974 il «Memorandum 200» per la Sicurezza Nazionale dal titolo eloquente: «Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero».

In questo memorandum, Henry Kissinger proponeva: «lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo».
Ciò perché «l’economia USA richiederà grandi e crescenti quantità di materiale minerario dall’estero, e specialmente dai Paesi meno sviluppati», la cui instabilità politica cresce con l’esplosione demografica.
«Poichè la diminuzione della popolazione può accrescere la stabilità, la politica demografica diventa rilevante riguardo alle risorse, forniture e interessi economici degli USA».
Kissinger trasformò poi questo memorandum in un vero manifesto ambientalista per il presidente (Jimmy Carter) che si chiamava «Global 2000»: dove tra l’altro si contemplava la scarsità alimentare programmata per spopolare il terzo mondo.
L’idea di una eliminazione demografica forzata è da allora più volte riemersa.
Il celebre Jacques Cousteau disse nel 1991 che «il danno che la gente impone al pianeta è in proporzione alla demografia e anche allo sviluppo. Un americano aggrava l’ecografia terrestre più di venti abitanti del Bangladesh. Il danno è direttamente proporzionale al consumo, e la nostra società avanza verso consumi sempre maggiori e superflui. E’ un circolo vizioso paragonabile al cancro».
Ma dopo queste frasi condivisibili, Cousteau aggiungeva: «per stabilizzare la popolazione mondiale, dobbiamo eliminare 350 mila persone al giorno. E’ una cosa terribile a dirsi, ma è anche peggio non dirla».

Qualche anno fa si scoprì che Sir Macfarlane Burnet, premio Nobel per la medicina nel 1960, aveva consigliato già nel 1949 il ministero australiano della Difesa di sviluppare armi biologiche contro le coltivazioni indonesiane per diffondere malattie: l’Australia temeva un’invasione di emigranti dalla sovrappopolata Indonesia.
Era possibile sviluppare epidemie di tipo tropicale, diceva lo scienziato, da cui la più temperata Australia sarebbe rimasta immune. Egli raccomandava l’introduzione di patogeni intestinali endogeni «che in un Paese con bassi servizi sanitari può innescare un’ampia disseminazione, per esempio attraverso l’acqua contaminata».
Anche «l’introduzione della febbre gialla» era raccomandata: «in un paese con i vettori-zanzara appropriati, può montare una epidemia disabilitante prima che siano messe in atto le misure di controllo».
Macfarlane Burnet ha ricevuto il Nobel proprio per i suoi studi sulla selezione clonale, che hanno aperto la strada all’ingegneria genetica.
Il rapporto di Macfarlane Burnet non era stato accolto.
I politici, allora, erano meno folli degli scienziati.
Il documento era rimasto segretato negli archivi nazionali australiani: lo ha scoperto nel 1998 Philip Dorling, uno storico di Canberra.

Maurizio Blondet

Note
1) Paul Joseph Watson, «Top scientist advocates mass culling of 90% human population», PrisonPlanet, 3 aprile 2006.
2) Le vittime dell’Ebola infatti sanguinano copiosamente da ogni orifizio corporeo. Il virus funziona liquefacendo gli organi interni; dissolve letteralmente il corpo malato, fra atroci dolori.


Saturday, November 25, 2006

mi è rimasta solo una tacca di energia e adesso la esaurirò nella mia uscita serale, quando tutta nera come una sborrata di stilografica mi leverò da questo triste posto che è casa mia quando manca di sorella.

Thursday, November 23, 2006


Ariete (21 marzo - 19 aprile)

Sospetto che la settimana prossima sarai un genio della goffaggine, Ariete. Il che significa che avrai l'abilità di fare le cose quasi giuste nel momento quasi giusto. Eppure è esattamente quello che ti serve per ottenere risultati inaspettati e nell'interesse di tutti. A breve termine combinerai grandi pasticci, ma scommetto che alla fine aggiungerai bellezza e fascino al quadro generale.


ci mancava l'oroscopo stronzo a commiserarmi.

Saturday, November 18, 2006



"so già che regalarti a natale"
("oh, merda.")

in realtà manca un mese e mezzo, ma se anticipi le lucine la data in sé perde l'importanza che non ha mai avuto. quando arriverà natale e sarò china sull'opulenta tavola imbandita dalla mia borghese famiglia, con arrosti, patate, creme, panettoni, torroni, e mandarini, noci e candele, penserò ciò che ho sempre pensato ogni fottuto natale: "porcodio, un altro natale è arrivato, e nel frattempo nulla è cambiato". nulla cambia e non cambia nemmeno ciò che penso, ogni fottuto natale. guardo il viso dei miei genitori e ogni fottuto natale sono un po' più vecchi, guardo il mio e ogni fottuto natale sono un po' più imbronciata e disillusa. cadaveri di illusioni decomposti in disillusioni che verranno a bussare alla porta di casa ornata di un rametto di pino, imbracceranno un fucile a pompa e faranno saltare la testa a mio padre, mia madre, mia sorella e infine me. si sazieranno dei nostri corpi, sporchi di sangue e crema, e brinderanno a un altro fottuto natale di inutilità su questo pianeta di merda, mentre fuori candidi fiocchi di neve si poseranno su ogni tetto, su ogni coperchio di ogni orrore familiare. la trepidante attesa dell'arrivo di babbo natale ha smesso di essere trepidante, è una fottuta agonia. e al posto della tazza di latte coi biscotti, del sale per le renne, c'è una tazza di sangue con delle gambine di bambini morti di overdose e delle interiora lasciate a seccare dal fottuto natale precedente.

Friday, November 17, 2006

mica li ho capiti sti froci emo che dicono stronzate sulla vita sull'amicizia sull'amore sul porcodio che non esiste e noi non li si capisce perchè siamo senza cuore alcolizzati di questa brutta vita che ci riempie e ci prosciuga allo stesso tempo.
ve lo dico io, non capite nulla, non siete per nulla empatici, siete dei mostri, dei mostri bravi con le belle parole che danno da pensare ma di cui in sunto non mi frega un cazzo, sfigati. che cazzo vi lamentate?
voi gli amici li volete far affogare nella vostra merda, quelli che vi stanno a fianco li usate come contorno, un contorno al vostro vuoto esistenziale perchè siete nullità e sperate che il nulla riempia anche chi vi sopporta. fate schifo, vittime di voi stessi.
renditi conto di quel che hai fatto, pezzo di merda, ed evita di scrivermi puttanate sentimentali che con me non attaccano.

e se puoi, muori che è anche ora.


meno male che stasera si festeggia il porcodio, che mi son fatta un culo tanto per una persona a cui voglio veramente bene.


Il buon giorno ha la merda in bocca (cit)

Tuesday, November 14, 2006



Albrecht Wittemberg, che stampò Bibbie per gli analfabeti.
Nel 1550, in una taverna di Norimberga, Albrecht Wittemberg vinse a carte la proprietà di una stamperia. Il giovane, di grande intelletto ma totalmente analfabeta e senza il becco di un quattrino, pensò bene di stampare Bibbie composte da caratteri disposti casualmente, da vendere ad analfabeti come lui, che non si sarebbero mai resi conto dell'inganno. Grazie alle sue notevoli doti imprenditoriali, la cosiddetta Bibbia di Norimberga divenne il più grande successo editoriale del secolo. Nei primi anni del XVII° secolo una copia di questa Bibbia capitò tra le mani di Jacob Böhme, che lungi dall'accorgersi della turlupinatura, tentò di decriptare il codice riuscendo a quanto pare a estrapolarne formule alchemiche e aforismi neoplatonici, nonché varie profezie (rivelatesi in seguito esatte), ricette di piatti tipici e ritornelli di canzoni popolari - ma assolutamente nulla che avesse a che vedere con i Vangeli. Oltre due secoli dopo, Friederich Schleiermacher dimostrò che era in effetti possibile ottenere l'anagramma della parabola del figliol prodigo, ma senza le "e". Alfred Jarry addusse ciò a prova dell'esistenza di Dio, sebbene fosse ateo.

[su gentile concessione del bolognese, chè io sono un guscio vuoto e non ho niente da dire alla gente, soprattutto quando c'ho un'invasione di batteri in corso]

Friday, November 10, 2006

Thursday, November 09, 2006



giardino di nonna morta + grindcore di serie B + freddo e umido bestia + alcoldroga = vita

dove minchia è andato il mio algoritmo diocan?
son ridotta a un covo di batteri da ben tre fottutissimi giorni, c'ho una caviglia che sanguina da mezz'ora e il processo coagulatorio il mio corpo ultimamente si è dimenticato cosa sia.
eh figata, ora pasteggio col mio stesso corpo, l'autofagia ci salverà tutti.

Wednesday, November 01, 2006

Il giorno che non esiste.

Sta arrivando l'inverno, ce lo dice il freddo che attanaglia le vene e rende il sangue un blocco di catrame e emoglobina, ce lo dicono i fattoni che iniziano a festeggiare il raccolto di erbette, gli ubriaconi che festeggiano la vendemmia (pur'io aspetto trepidante l'arrivo del vin brulè offerto gentilmente dagli alpini in piazza), si ricomincia a litigare per il riscaldamento.

Il SAMHAIN, oltre che essere il gruppo parallelo di Glenn Danzig dal lontano 1983, rappresenta la morte dell'estate e l'arrivo del fascistissimo gelo che sconfigge i merdosissimi marocchini finalmente levatisi dalla strada per emigrare si spera in posti più caldi. Gli occhi si dissetano di pioggia e buio, io sono contenta dacchè nel pomeriggio invece che i soliti 5 caffè posso godere della cioccolata bollente, piedi nei calzettoni di lana, il volto immerso nella sciarpa. Divento anche simpatica e socievole con l'inverno, giacchè anche le restanti persone, a mollo nella luce color puffo dei pomeriggi invernali sembrano più belle e valorose. Presto i tossici per le strade milanesi si congeleranno in pose plastiche da museo delle cere e sarà divertente passarci davanti insaccati più degli insaccati coop.

E anche a sta vigilia mi son persa il sabba nero!