Il giorno che non esiste.Sta arrivando l'inverno, ce lo dice il freddo che attanaglia le vene e rende il sangue un blocco di catrame e emoglobina, ce lo dicono i fattoni che iniziano a festeggiare il raccolto di erbette, gli ubriaconi che festeggiano la vendemmia (pur'io aspetto trepidante l'arrivo del vin brulè offerto gentilmente dagli alpini in piazza), si ricomincia a litigare per il riscaldamento.
Il SAMHAIN, oltre che essere il gruppo parallelo di Glenn Danzig dal lontano 1983, rappresenta la morte dell'estate e l'arrivo del fascistissimo gelo che sconfigge i merdosissimi marocchini finalmente levatisi dalla strada per emigrare si spera in posti più caldi. Gli occhi si dissetano di pioggia e buio, io sono contenta dacchè nel pomeriggio invece che i soliti 5 caffè posso godere della cioccolata bollente, piedi nei calzettoni di lana, il volto immerso nella sciarpa. Divento anche simpatica e socievole con l'inverno, giacchè anche le restanti persone, a mollo nella luce color puffo dei pomeriggi invernali sembrano più belle e valorose. Presto i tossici per le strade milanesi si congeleranno in pose plastiche da museo delle cere e sarà divertente passarci davanti insaccati più degli insaccati coop.
E anche a sta vigilia mi son persa il sabba nero!


1 Comments:
non ci avevo collegato socio.
eppoi comunque tu zitto, che senti i franz ferdinand ovunque.
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