Thursday, November 30, 2006


qualunque cosa faremo, ovunque saremo, chiunque saremo diventate, il male che abbiamo dentro ci seguirà fedele. magari cambierà forma, non sarà più un cosmo di ragnatele. magari ci colerà dalle orbite come fango, o lo cagheremo come latte rancido. magari lo sbaveremo come frullato di ciliegie e sangue tiepido. magari impareremo a conviverci, lo sopiremo dentro paste sfoglie e piumoni caldi. e lui ci darà anche delle tregue, ci permetterà di rotolarci felici nella sabbia fino a tuffarci in mare. ci lancerà dentro cumuli di neve e cristalli di ghiaccio azzurro. ma paziente tornerà a bisbigliarci nell'orecchio, metodico ci darà in mano la vanga per seppellire, l'ascia per abbattere. ci indicherà i nemici e ci ordinerà di ucciderli. ci indicherà lo specchio e ci ordinerà di denudarci umiliate di fronte a lui. ci costringerà a non tollerare niente di ciò che deve essere tollerato per potersi integrare nel mondo adulto. sputerà sprezzante sui nostri traguardi lavorativi, sui nostri ipotetici progetti sentimentali, sullo sforzo che faremo per guadagnarci una qualsivoglia forma di equilibrio. magari arriverà un giorno in cui desidereremo un po' di medietà, lui ci punirà per questo legandoci a delle ali di cera e buttandoci nel vulcano dei quesiti spiroidali. magari smetteremo di non credere in niente e cercheremo rifugio e tepore in qualche verità o in qualche affetto, lui furioso ci porgerà la benzina e il fiammifero. noi costruiremo e lui distruggerà, noi parleremo e lui tacerà, noi apprezzeremo e lui disprezzerà, noi sorrideremo e lui morderà. le persone che ci circonderanno scrolleranno le spalle di fronte alle nostre incoerenze, ai nostri improvvisi eccessi di rabbia e di dolore, ci vedranno inveire al cielo e non capiranno, abituati a vedere soltanto il suo riflesso nelle pozzanghere. ci parleranno con sufficienza, forti delle loro piccole certezze, delle loro idee chiare e della loro strada dritta, a fronte del nostro rimbalzare come palline matte, della nostra mulattiera fangosa, delle nostre grandi incertezze. dovremo lottare contro tutti e contro noi stesse e così a volte scambieremo noi stesse per tutti gli altri nemici da combattere. tenteremo in mille modi di sopire la coscienza, la aggrediremo di spalle per bendarle gli occhi, e lei ne spalancherà altri mille. chiederemo aiuto ma non lo accetteremo, continueremo a correre a perdifiato alla ricerca di qualcosa da ricercare. vivremo in una metaricerca, nella ricerca della ricerca, e tutto ci lascerà insoddisfatte e annoiate. dormiremo poco e scalceremo nel sonno, l'ansia di sapere ci spingerà a perderci nelle parole dell'universo, nelle sue melodie e nelle sue forme. bestemmieremo sempre come unica forma di credo e mangeremo i cadaveri dei nostri amori per liberarci del loro ricordo. brandelli di carne e bicchieri di lacrime, fiumi di pus di ferite infette che cospargeremo di terra e cenere. ma saremo sempre una accanto all'altra, a ridere e a piangere di rabbia, ubriacandoci alla luna e muggendo con il cuore alle stelle.

4 Comments:

Anonymous Anonymous said...

eu ti puzzano i piedi

4:55 AM  
Blogger ihopeyougetdeported said...

veramente sorella sei tu la + puzzona tra noi due

7:58 AM  
Anonymous Anonymous said...

parole sagge sorell, per chiunque siano è una persona fortunata
sorellanza. come dici tu.
la miseria è già venerdì e roma sputa fuoco. nerone sia con noi!

8:10 AM  
Blogger ihopeyougetdeported said...

a volte mi sbaglio anche io, porcodio

7:27 AM  

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